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Una storia di anfore

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Una storia di anfore

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Come un puzzle

Indietro nel tempo

La storia dell’anfora inizia lontano da Pistoia, nel I secolo d.C., sulle coste di Cadice, nella Spagna del Sud, dove si producevano vino, olio e conserve di pesce, prodotti esportati in tutto l’impero, a Roma come a Pistoia.

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Le anfore erano contenitori commerciali e venivano realizzate in Italia come in Spagna, Francia, Africa, e in Oriente fino al Mar Nero, di solito vicino ai luoghi dove si produceva il loro contenuto.

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La rete commerciale

Nell’antichità, le anfore erano trasportate via mare sulle navi mercantili e, giunte nei porti, erano distribuite nell’entroterra su carri o su imbarcazioni adatte ai fiumi trainate controcorrente.

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La forma

La forma e il tipo di argilla delle anfore sono indizi della loro provenienza e spesso anche del loro contenuto.

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L’uso

Avevano una forma che rendeva agevoli le manovre di carico e scarico e la sistemazione nelle stive delle grandi navi mercantili grazie alla loro base a punta.

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Il contenuto

I tappi

Per chiudere le anfore, in modo da conservare i prodotti al loro interno, si usavano pigne verdi o tappi di sughero o di ceramica, sigillati con gesso, terra pozzolana, o tessuto.
Una volta chiusa, l’anfora era pronta per iniziare il suo viaggio.

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Il defrutum

Il defrutum era un condimento tipico della cucina romana antica. Si preparava cuocendo il mosto d’uva fino a ridurlo della metà o di un terzo. La cottura avveniva in grandi calderoni di metallo, che contenevano il vino di novanta anfore, 2.300 litri, e dovevano essere di piombo, perché il ferro e il bronzo lasciavano un sapore sgradevole.
La ricetta è descritta nel De Re Rustica di Lucio Giunio Moderato Columella nel I secolo d.C. ed è la stessa utilizzata ancora oggi.

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Il garum

Il garum, che si produce ancora oggi, era una salsa molto usata nella cucina romana. Compare in molte delle ricette raccolte da Apicio nel I secolo d.C. all’interno del suo libro di cucina De re coquinaria.
Anche se i tipi di garum erano molti, gli ingredienti fondamentali erano pesce e interiora salati, fatti fermentare al sole e aromatizzati con erbe.

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